Articolo da: La Regione (O7.08.2017)

 

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Hände weg von der Ebene von San Vittore*!

Seit einigen Jahren schon haben die kantonalen Volkswirtschaftsfunktionäre sich in den Kopf gesetzt, sie müssten die Industriezone San Vittore um mindestens 185.000 m2 vergrössern. Während für die kantonalen Funktionäre dies ein einfaches auf dem Schreibtisch zu erledigendes „Geschäft“ ist, müssen die TalbewohnerInnen zusehen wie die Ebene verunstaltet und zubetoniert wird. Was eine erschütternde Umwälzung ihres alltäglichen Lebens bedeutet, die nicht nur das Landschaftsbild, die Geografie und die Organisierung des Tales sondern auch die Zukunftsaussichten und die Chancen auf eine ökologische und nachhaltige Reorganisierung der Region verändert. Die Ebene von San Vittore ist eine der wenigen Grünflächen der Talsohle: eine weitere grosse Industriezone würde dem gesamten Tal noch mehr an Lebensqualität und Anziehungskraft entziehen. Und das abgesehen von den zusätzlich möglichen Umweltbelastungen in einem Gebiet, in dem die Luft schon sehr verschmutzt ist.

Daher ist es nicht erstaunlich, dass die TalbodenbewohnerInnen sich zur Verteidigung der Ebene zu organisieren begonnen haben. 2011 wurde die Vereinigung zum Schutze der Ebene gegründet. Verschiedene Petitionen wurden lanciert, die Bäuerinnen haben einen offenen Brief mit der Forderung geschrieben, den Tunnel von Armasuisse für landwirtschaftliche Zwecke nutzen zu dürfen. Auch wurden letztes Jahr in der Gemeinde GegnerInnen der Vergrösserung der Industriezone gewählt und kürzlich ein kleiner Markt organisiert um zu belegen, dass das Gebiet auch ganz anders aufgewertet werden kann. Nämlich indem eine Km 0 – Produktion an handwerklichen Erzeugnissen und eine Neubelebung des Dorfes durch gemeinschaftliche Momente des Austausches und des Lebens Vorrang erhalten.

Auch wir sind gegen die Erweiterung der Industriezone. Die Ebene muss denen gehören, die sie bewohnen, bearbeiten und sich um sie kümmern. Wir können sie nicht einfach so – als wäre nichts – an die verscherbeln, denen ihr Profit an erster Stelle steht. Erst recht jetzt, wo ökologische Alternativen, eine Wiederentdeckung der Landwirtschaft sowie unseres gegenseitigen Abhängigkeitsverhältnisses mit der Natur und eine Ablehnung der Zubetonierung weiterer Grünflächen dringend notwendig sind. Anstatt weitere Fabriken zu bauen, könnte man öffentlich nützlichen Projekten Raum geben  oder zulassen, dass die Bäuerinnen vor Ort das Land landwirtschaftlich nutzen. Darum haben wir entschieden zur 1. August-Abendfeier, die von der Gruppe “Für und mit San Vittore” organisiert wurde, mit einem Transparent beizutragen, das wir im Torneo di calcio antirazzista am Samstag in Lumino vorbereitet haben.

Auf der ganzen Welt finden zur Zeit verschiedene Kämpfe zum Schutze von Umwelt und Lebensraum statt. In Norddakota kämpfen die Sioux zur Verteidigung ihrer IndianerInnenreservate, die von den Interessen der US-Ölindustrie bedroht sind. In Frankreich kämpfen bei Nantes etliche junge Leute gegen den Bau eines neuen Flughafens. In der Val di Susa wird seit Jahren gegen den Bau des TAV** gekämpft. Wir glauben, dass alle diese Kämpfe auch hier bei uns im Kleinen ein nachahmenswertes Beispiel sein können. Wichtig ist selbst zu handeln, in erster Person, durch die direkte Aktion und wir sind bereit zu kämpfen.

Einige junge TalbewohnerInnen und SympathisantInnen

 

 

* San Vittore, Moesa, Graubünden

** Hochgeschwindigkeitseisenbahnlinie, nahe Turin, It

Giù le mani dal piano di San Vittore!

È da qualche anno ormai che i funzionari del Dipartimento cantonale dell’economia pubblica si sono messi in testa di voler ampliare la zona industriale di San Vittore di – almeno – 185’000 metri quadrati. Mentre per i funzionari cantonali questa manovra è un semplice “affare” da fare a tavolino, per gli abitanti della valle, che di anno in anno vedono il piano mutare e coprirsi di cemento, questa manovra è uno sconvolgimento della vita di tutti i giorni che muta non solo l’aspetto, la geografia e l’organizzazione della valle, ma anche le aspettative per il futuro e la possibilità di una riorganizzazione ecologica e sostenibile della regione. Il Piano di San Vittore è una delle poche aree verdi del fondovalle: un altro grosso insediamento industriale farebbe perdere all’intera valle vivibilità e attrattività. Senza contare i possibili disagi ambientali, in una regione in cui l’aria è già molto inquinata.

Non c’è dunque da meravigliarsi se gli abitanti del fondovalle hanno cominciato a organizzarsi per difendere il piano. Nel 2011 è stata fondata l’Associazione per la Salvaguardia del Piano, sono state lanciate diverse petizioni, i contadini hanno scritto una lettera aperta chiedendo di poter utilizzare i terreni in questione per scopi agricoli, nello scorso anno sono stati eletti dei rappresentanti del comune contrari all’ampliamento della zona industriale e recentemente si è organizzato un mercatino per dimostrare che è possibile valorizzare la zona anche in modo differente, mettendo al primo posto la produzione a km0 di prodotti artigianali e la rivitalizzazione del paese attraverso momenti di scambio e di vita comune.

Anche noi siamo contrari all’ampliamento della zona industriale. Il piano deve appartenere a chi lo vive, a chi lo lavora, a chi se ne prende cura. Non possiamo venderlo così – come se niente fosse – a chi mette in primo piano il profitto. Proprio ora poi, che c’è urgentissimo bisogno di creare alternative ecologiche, di riscoprire l’agricoltura e la nostra interdipendenza con la natura, di dire basta alla cementificazione di altri spazi verdi. Invece di costruire altre fabbriche si potrebbe dare spazio a progetti di utilità pubblica o lasciare che i contadini della regione utilizzino i terreni per scopi agricoli. Per questo abbiamo deciso di dare un contributo alla serata del 1. Agosto organizzata dal gruppo “Per e con San Vittore” con uno striscione che abbiamo preparato al Torneo di calcio antirazzista lo scorso sabato a Lumino.

In tutto il mondo ci sono attualmente diverse lotte a favore della difesa dell’ambiente e del territorio. Nel Nord Dakota i Sioux stanno lottando per difendere le riserve indiane dagli interessi petroliferi statunitensi, in Francia, nei dintorni di Nantes, diversi giovani lottano contro la costruzione di un nuovo aeroporto. In Val di Susa da anni si sta lottando contro la costruzione del TAV. Crediamo che tutte queste lotte possano essere un esempio da seguire anche nel nostro piccolo. È importante agire in prima persona, con azioni dirette e noi siamo pronti a lottare.

Alcuni giovani della valle & simpatizzanti

 

 

 

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